Sentenza Corte Appello Firenze… comunicato dell’associazione Il Mondo Che Vorrei

L’associazione il Mondo che Vorrei Onlus a seguito della sentenza emessa dalla Corte di Appello di Firenze dichiara quanto segue:

Vorremmo prima di tutto ricordare che trentadue persone tra uomini,donne e bambini sono morti bruciati vivi nelle loro case, chi nell’immediatezza di quella notte, chi dopo giorni, settimane o addirittura mesi di lunga agonia. Non possiamo dimenticare le centinaia di feriti gravi e gravissimi, un quartiere totalmente distrutto, una ferita alla nostra città, Viareggio, che ancora dopo dieci anni non si è minimamente rimarginata. Per questo non c’è nulla da festeggiare oggi, ma ancora di più ci teniamo a sottolineare ciò che questo nuovo giudizio ci racconta e che evidenzia (in attesa delle sue motivazioni). La sicurezza del sistema trasporto Merci Pericolose in Ferrovie, faceva acqua già dieci anni fà. Un sistema che è tutt’ora in essere, che non sta funzionando per quanto riguarda la sicurezza (Ricordiamo le centinaia di incidenti che annualmente avvengono sui nostri binari, dati ANSF, tra cui Andria Corato e Pioltello). L’impianto accusatorio della Procura di Lucca, portato avanti dalla Procura Generale di Firenze, non solo si è dimostrato solido, ma ha rafforzato la responsabilità di tutti i vertici delle aziende coinvolte e condannato per la prima volta l’ex A.D. di Ferrovia dello stato in qualità di massimo responsabile di tutto il gruppo ferrovie. Inoltre possiamo certamente affermare che la Strage di Viareggio “non è stato un caso” come definito in aula dall’avvocato di RFI, ma così come rivela il dispositivo, si è trattato di un GRAVISSIMO INCIDENTE SUL LAVORO. Di queste due sentenze che hanno analizzato nel dettaglio un sistema ferroviario totalmente fallace, dovrebbero prenderne atto i nuovi vertici di Ferrovie e il Ministero dei Trasporti. Chiediamo pertanto alle Società coinvolte, come segnale concreto di scostamento dagli errori gravissimi commessi dai suoi ex Amministratori, soprattutto se a loro sta a cuore veramente la sicurezza ferroviaria come priorità delle loro Aziende, di ammettere le proprie responsabilità non ricorrendo in Cassazione, ma operandosi per riqualificare tale sistema.Ogni ulteriore discorso, ogni parola aggiunta sulla sicurezza agli sproloqui già ascoltati in aula, saranno solo fumo negli occhi dei cittadini che inconsapevolmente pensano che il Treno sia un mezzo sicuro. Ci teniamo infine a sottolineare che la passività si è trasformata in attivismo, l’immobilismo in mobilitazione, la paura in coraggio. La delega in partecipazione. Questa trasformazione ha permesso una concreta assunzione di responsabilità nella quale i Famigliari, Ferrovieri, Cittadini e Artisti hanno creato e sviluppato condizioni per strappare questo significativo risultato anche dal punto di vista processuale.

Noi non potremo mai essere contenti per ciò che è accaduto quella maledetta notte e nessuna giustizia può riparare il nostro Dolore… ma orgogliosi, sì, per quanto fatto in questi 10 anni!

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