“9 milioni di Euro di buonuscita per un condannato…

“9 milioni di Euro di buonuscita per un condannato a sette anni”. Familiari e viareggini si mobilitano.

Baretta sottosegretario alle finanze:”E’ eccessiva la liquidazione per l’ex ad di Leonardo” Ma il Governo ancora tace

«Mi chie­de­te se è trop­po 9 mi­lio­ni di buo­nu­sci­ta per Mauro Mo­ret­ti? Bene: io dico sì», ri­spon­de in­ter­pel­la­to da Il Tir­re­no il sot­to­se­gre­ta­rio al mi­ni­ste­ro del­l’e­co­no­mia e fi­nan­ze, Pier Paolo Ba­ret­ta. Che come Mo­ret­ti è stato, un tempo, sin­da­ca­li­sta, sca­lan­do molte po­si­zio­ne nella Cisl. Ba­ret­ta non si sot­trae alle do­man­de, anche se quan­do si trat­ta di com­men­ta­re la rea­zio­ne dei fa­mi­lia­ri delle vit­ti­me della stra­ge di Via­reg­gio, 32 morti il 29 giu­gno 2009, ri­spon­de di non es­se­re a co­no­scen­za della pro­te­sta. An­da­ta in scena sa­ba­to sera, sui bi­na­ri della sta­zio­ne, dove due treni sono ri­ma­sti fermi en­tram­bi per una de­ci­na di mi­nu­ti, fer­ma­ti dalla pre­sen­za sui bi­na­ri dei pa­ren­ti delle vit­ti­me della stra­ge e dai ti­fo­si del Cgc, la squa­dra di hoc­key cit­ta­di­na. «Non ho an­co­ra par­la­to della que­stio­ne Mo­ret­ti con i miei col­le­ghi del Go­ver­no», con­ti­nua Ba­ret­ta. Il di­sa­stro fer­ro­via­rio di otto anni fa im­ba­raz­za l’e­se­cu­ti­vo da quan­do il Go­ver­no Letta de­ci­se di non co­sti­tuir­si parte ci­vi­le a fian­co dei fa­mi­lia­ri di chi quel­la ma­le­det­ta notte a perso la vita men­tre si cre­de­va al si­cu­ro nella pro­pria abi­ta­zio­ne.

Ma ora, la vi­cen­da dei 9,4 mi­lio­ni di euro che Mauro Mo­ret­ti – con­dan­na­to in primo grado a sette anni di car­ce­re (in qua­li­tà di ex ad di Rete fer­ro­via­ria ita­lia­na) – ri­scuo­te­rà a ti­to­lo di in­den­ni­tà com­pen­sa­ti­va e ri­sar­ci­to­ria, non può es­se­re na­sco­sta sotto la sab­bia. Dopo che Fin­mec­ca­ni­ca-Leo­nar­do, nei gior­ni scor­si, ha dif­fu­so una lunga nota per spie­ga­re i con­te­nu­ti del­l’ad­dio al pro­prio ex am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to. Che il Go­ver­no Gen­ti­lo­ni, nel feb­bra­io scor­so – meno di un mese dopo la con­dan­na – ha ri­te­nu­to di non ri­con­fer­ma­re nel­l’in­ca­ri­co. Spe­ci­fi­can­do che il pa­ga­men­to delle spet­tan­ze av­ver­rà entro 40 gior­ni dalla for­ma­liz­za­zio­ne del­l’ad­dio. «Noi dob­bia­mo aspet­ta­re sei mesi per co­no­sce­re le mo­ti­va­zio­ni della sen­ten­za di primo grado. Ma a Mo­ret­ti danno l’as­si­cu­ra­zio­ne che sarà pa­ga­to in meno di due mesi», grida dai bi­na­ri nella notte via­reg­gi­na Clau­dio Me­ni­chet­ti, padre di Ema­nue­la, morta soli 21 anni quel­la ma­le­det­ta notte del 29 giu­gno. Clau­dio ab­brac­cia la mo­glie, Da­nie­la Rombi, sullo sfon­do del treno che at­ten­de di ri­pren­de­re la sua corsa. A fer­mar­lo c’è uno stri­scio­ne: tren­ta­due volti sor­ri­den­ti. Tren­ta­due per­so­ne che non ci sono più. Ine­vi­ta­bi­le chie­de­re al rap­pre­sen­tan­te del Go­ver­no cen­tra­le che si fa se dav­ve­ro 9,4 mi­lio­ni di buo­nu­sci­ta per tre anni di la­vo­ro sono trop­pi. «Ab­bia­mo la­vo­ra­to sui tetti ai com­pen­si delle azien­de pub­bli­che e non per quel­le quo­ta­te in Borsa, per evi­den­ti ra­gio­ni», è la ri­spo­sta di Ba­ret­ta. Che ag­giun­ge: «Io sarei fa­vo­re­vo­le a delle so­lu­zio­ni che pur te­nen­do conto delle lo­gi­che di mer­ca­to evi­ti­no di ar­ri­va­re a so­lu­zio­ni che ap­pa­io­no as­so­lu­ta­men­te spro­por­zio­na­te ri­spet­to al senso co­mu­ne». Le rea­zio­ni dai ban­chi del Par­la­men­to alla no­ti­zia della cifra che la prin­ci­pa­le azien­da di Stato dovrà ver­sa­re sul conto cor­ren­te di Mauro Mo­ret­ti. Chi non ha par­la­to è il Par­ti­to de­mo­cra­ti­co, ma non è una no­vi­tà visto che il Pd non è mai ve­nu­to meno al so­ste­gno dato al­l’ex am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to di Fs prima e di Fin­mec­ca­ni­ca dopo.

I fa­mi­lia­ri delle vit­ti­me della stra­ge, l’al­tra notte dai bi­na­ri di Via­reg­gio, non hanno man­ca­to di ri­cor­dar­lo: «Dal ca­va­lie­ra­to del la­vo­ro con­ces­so dal pre­si­den­te della Re­pub­bli­ca Na­po­li­ta­no, alla pro­mo­zio­ne in Fin­mec­ca­ni­ca: dopo il di­sa­stro fer­ro­via­rio di Via­reg­gio, in mezzo alle in­da­gi­ni e al pro­ces­so, si sono ri­pe­tu­ti ri­co­no­sci­men­ti e pro­mo­zio­ni». Ieri, sulla maxi li­qui­da­zio­ne, è tor­na­to ad in­ter­ve­ni­re il vice pre­si­den­te del Se­na­to, Mau­ri­zio Ga­spar­ri (Forza Ita­lia): «Nes­su­no si il­lu­da che la que­stio­ne della scan­da­lo­sa li­qui­da­zio­ne di Mo­ret­ti possa fi­ni­re qui. Se sa­ran­no ver­sa­ti 9 mi­lio­ni e quat­tro­cen­to­mi­la euro a Mo­ret­ti, non da­re­mo tre­gua a Leo­nar­do». Per­ché «in un mo­men­to di dif­fi­col­tà del Paese nes­sun vin­co­lo con­trat­tua­le, né ri­fe­ri­men­to nor­ma­ti­vo, né re­go­la di mer­ca­to può giu­sti­fi­ca­re da parte di un’a­zien­da pub­bli­ca uno spre­co così in­gen­te. È una scel­ta ver­go­gno­sa e im­mo­ra­le. Pun­te­re­mo un ri­flet­to­re su Leo­nar­do e sui so­spet­ti che ne ac­com­pa­gna­no le at­ti­vi­tà in­ter­na­zio­na­li. Non da­re­mo tre­gua a chi vuole but­ta­re anche i no­stri soldi. Bi­so­gne­rà spaz­za­re via que­sta maxi li­qui­da­zio­ne. Agi­re­mo nelle sedi par­la­men­ta­ri met­ten­do in evi­den­zia i bi­lan­ci e le tante vi­cen­de che pen­do­no su Leo­nar­do se non evi­te­rà di agire in ma­nie­ra così dis­sen­na­ta».

Di Donatella Francesconi Il TIRRENO

 

Print Friendly, PDF & Email

Leave a Reply