Comunicato dell’associazione dopo incontro fra Comune eRFI

“Il Mondo che Vorrei esprime tutta la sofferenza poiché tutto pensavano, ma non che il Sindaco della loro città a 54 giorni dall’inizio del procedimento d’Appello si inchinasse, aprendo le porte di Viareggio, e permettesse a RFI di fare passerella con il pretesto di un osservatorio sulla sicurezza… tutto ciò ci appare oltremodo offensivo. Noi Familiari e tutti i soci dell’associazione siamo fortemente indignati da questo nuovo gesto che umilia fortemente le 32 Vittime, questa città e la memoria della strage ferroviaria del 29 giugno 2009: noi non staremo né fermi, né a guardare! Adesso abbiamo capito dove il Sindaco si siederà (se avrà la faccia di presenziare) il prossimo 13 Novembre all’apertura del nuovo processo, sicuramente non dalla parte dei familiari. I termini e le modalità di questo incontro fanno capire l’incoerenza e l’assoluta inaffidabilità di chi, durante un incontro privato con i familiari aveva affermato che non avrebbe mai trattato con chi condannato, almeno fino alla conclusione del procedimento penale. Citiamo testualmente quanto disse “..ci fosse anche solo un’idea di uno scambio…”. Cosa è cambiato oggi? Forse quello scambio è avvenuto? Caro Sindaco le bugie hanno le gambe corte. Come si può interloquire con RFI condannata in 1° grado senza pensare all’offesa e all’umiliazione che questo gesto avrebbe comportato per i familiari delle vittime e per i cittadini di Viareggio? Come si può parlare di sicurezza con un solo interlocutore? Oltremodo condannato proprio per “negligenza, imperizia e incuria” per non aver applicato norme basilari sulla sicurezza causando la morte di 32 persone? Come si può pensare ad un osservatorio con chi non ha ancora provveduto a rimediare alle proprie responsabilità su Viareggio?Per rendersi conto di ciò, se non sono state sufficienti le 1200 pagine di una sentenza. Basterebbe analizzare quanti incidenti ferroviari sono accaduti dal 2009 ad oggi. Basterebbe ricordarsi cosa è successo il 25 gennaio a Pioltello (3 morti e molti feriti). Basterebbe leggere la nota ANSF che ancora a giugno 2018 afferma che devono “essere riesaminati i processi di controllo e verifica di efficacia della manutenzione dell’infrastruttura (RFI) e dei veicoli ferroviari (TRENITALIA)”. Come già espresso, prima di invitare RFI a Viareggio e di parlare di un futuro osservatorio:

  • E’stato chiesto a RFI di rinunciare alla prescrizione per essere giudicata da un Tribunale dello Stato Italiano accertando tutta la verità sulla strage di Viareggio?
  • E’ stato esibito da RFI, come da documento sottoscritto da questa amministrazione e da richiesta scritta del  Sindaco prima del 29 giugno scorso, ai partecipanti all’incontro il Documento di Valutazione del Rischio della tratta ferroviaria che attraversa la nostra città?
  • E’ stato esibito da RFI, come da documento sottoscritto da questa amministrazione e da richiesta scritta del Sindaco prima del 29 giugno scorso, un piano per avvisare Vigili del Fuoco e Protezione Civile su quando e quali merci pericolose attraversano la nostra città?
  • È stato chiesto ad RFI, come da documento sottoscritto da questa amministrazione, di reintegrare nel proprio organico chi è stato in questi anni licenziato perché si occupava concretamente di Sicurezza?
  • E’ stato chiesto ad RFI, come da documento sottoscritto da questa amministrazione, un documento che attestasse la presa in atto delle 13 “Raccomandazioni” della Commissione Investigativa del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti?
  • E’ stato chiesto un documento che attestasse la messa a norma delle prescrizioni della mancanza di sicurezza sul lavoro emanate dall’AUSL nel 2103 ad RFI?
  • E stato chiesto come si evince da Mozione della Regione Toscana dell’istallazione sui treni merci e passeggeri del detettore antisvio a salvaguardia della vita delle persone come prima forma di sicurezza immediata?

Ben vengano un Tavolo e un Osservatorio a Viareggio sulla sicurezza ferroviaria; da sempre abbiamo auspicato che l’amministrazione assumesse iniziative adeguate, ma non si può prescindere dal pretendere PRIMA risposte precise, puntuali e concrete a questi interrogativi. Ci chiediamo quindi se queste richieste siano state eluse volontariamente o per superficialità, ma in entrambi i casi, dimostrano l’incapacità a trattare materia della sicurezza ferroviaria entrando veramente nel cuore del problema nel rispetto delle Vittime, dei suoi familiari e di tutti quei cittadini che hanno vissuto quella notte”.

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