Condannato per la strage e promosso

L’ ingegnere Francesco Favo, condannato alla pena di sei anni di reclusione oltre le statuizioni civili nel processo per il disastro ferroviario di Viareggio, il 29 giugno 2009, continua a svolgere le funzioni di dirigente di Rfi ed, anzi, attualmente, dirige il compartimento di Napoli.

Incarico, quest’ultimo, a giudizio dell’interrogante, più prestigioso ma anche più oneroso di quello ricoperto all’epoca dei fatti a lui addebitati.

E’ l’interrogazione presentata al ministro Del Rio dalla deputata, Cristina Bargero. La quale sottolinea: “Nel pieno rispetto costituzionale previsione di non colpevolezza che deve assistere gli imputati nei cui confronti non sia intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato, e tuttavia innegabile il rapporto tra funzioni ricoperte all’epoca dei gravissimi fatti di cui è processi e funzioni ricoperte oggi”. La deputata chiede al ministro, dunque, “se non si ritenga sotto il profilo delle opportunità, di assumere ogni iniziativa di competenza al fine di rimuovere il predetto dirigente dall’incarico attualmente ricoperto, destinandolo ad altre funzioni in attesa della decisione definitiva dell’autorità giudiziaria”. Favo, all’epoca della strage di Viareggio, aveva lavorato in articolazioni della direzione tecnica di Rfi ricoprendo ruoli specifici anche in materia di sicurezza ( responsabile certificazione sicurezza imprese ferroviarie). Nelle Motivazioni della sentenza, a carico di Favo si legge: “L’ingegner Favo risulta aver violato una serie di norme cautelari cui era tenuto”.

Il Tirreno di Donatella Francesconi

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