Da via Ponchielli a via Ponchielli…. Viareggio e Forte dei Marmi.. Non c’è mai silenzio”

 

Mi pareva che la tristezza non onorasse la memoria di quelle 32 vittime -afferma Elisabetta Salvatori-  e di loro racconto la vita, la storia di un treno che correva troppo forte, che trasportava gas e che non era stato revisionato correttamente e unisco la mia voce a quella di tutta Viareggio, perchè anche il palco di una piazza serva a chiedere giustizia”.

“Si può dire che a Viareggio tre anni fa non c’è stato solo un grave incidente ferroviario -continua l’artista fortemarmina- quel disastro ha cambiato qualcosa nella coscienza collettiva e non solo in Versilia. Quella strage di persone estranee ai treni ed alla ferrovia è divenuta un elemento costante nella vita di tutti i giorni, ovviamente per i familiari delle vittime, ma anche per migliaia di cittadini che non vogliono dimenticare, per moltissimi ferrovieri che hanno dovuto fare i conti con un ‘sistema’ creduto, fino a quel momento, affidabile e sicuro. Il teatro consente di raccontare tutto questo col linguaggio universale dei gesti, delle emozioni, della musica e della poesia che non si ferma al dolore e alla disperazione ma vuole ricordare le vittime raccontandone la vita”.

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