I familiari scrivono al Ministro Danilo Tonelli

Questo il testo integrale della lettera che i familiari delle vittime della strage del 29 giugno 2009 hanno fatto pervenire al Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e al ministro Danilo Tonelli.

Ill.mo Ministro,

siamo i familiari delle vittime dell’incidente ferroviario accaduto nel Giugno 2009 a Viareggio, oggi riuniti nell’associazione onlus IL MONDO CHE VORREI. Le scriviamo apprezzando la decisione di voler dare un forte segnale di discontinuità con la precedente gestione delle Ferrovie Italiane. Gestione che, dal 2006 ad oggi, ha portato tagli pesantissimi sulla sicurezza sia nel trasporto merci pericolose che nel trasporto passeggeri. Sappiamo bene come le gestioni sciagurate di questi presunti manager di stato hanno continuamente ridotto i controlli sui materiali rotabili, sulle stesse infrastrutture e portato una continua riduzione del personale dedito al controllo e al presidio delle stazioni ferroviarie. Tutto questo non lo dicono i familiari perché accecati dalla rabbia e dal dolore di ciò che ha distrutto le loro vite, ma basterebbe ascoltare chi lavora da sempre in ferrovia, oppure leggere le motivazioni del collegio di Lucca dopo la sentenza del Gennaio 2017 o approfondire i report annuali dell’ANSF ma forse più semplicemente basta guardare quante persone sono state volontariamente uccise dal 29 giugno 2009 ad oggi. Volontariamente, poiché vittime della “negligenza”, “dell’imperizia”, “di chi aveva le capacità tecniche, gli strumenti e i mezzi economici, tuttavia non ha fatto nulla per evitare la morte di 32 persone” così come probabilmente, ma questo saranno i tribunali a confermarlo, ad Andria e Corato a Pioltello o a Torino. Più volte abbiamo scritto all’ex Ministro che da sempre ha dovuto difendere chi indifendibile, negando la verità dei fatti anche se scaturite da una sentenza e dalle sue motivazioni, e non stiamo parlando di imputati ma del sistema ferroviario italiano ed europeo Chiediamo che codesto Ministero sia, per quanto la legge lo possa consentire, attraverso una sua rappresentanza presente nei processi in corso o che si apriranno prossimamente, per comprendere al meglio quale e quanta incuria c’è stata e quanta è ancora presente nelle ferrovie italiane e nelle ferrovie private. Poiché quell’incuria ha ucciso uomini donne e bambini e continuerà a mietere vittime. Saremo lieti, come anticipato e confermato dal Sottosegretario di Stato Dott. Armando Simi, di poter conferire con Lei e di poter raccontare ed informarla di tanti passaggi che sicuramente nemmeno Lei conosce.

Certi di una sua conferma di lettura, le auguriamo buon lavoro in attesa di incontrarla, possibilmente in autunno dopo che le mie condizioni fisiche mi permetteranno di uscire di casa.

Print Friendly, PDF & Email

Leave a Reply