Lettera al Ministro Padoan

Alla c.a.
Prof. Pier Carlo Padoan, Ministro dell’Economia e delle Finanze

Egregio Ministro,
le scrivo in qualità di rappresentante dei Familiari delle Vittime della Strage di Viareggio.
Oggi, più che in altre situazioni si trova a svolgere un compito difficile e delicato allo stesso tempo, il rinnovo delle cariche di alcuni dipendenti del nostro Paese.
Un Paese che fino ad oggi ha purtroppo offerto solo il peggio; da qualsiasi parte lo guardiamo troviamo scandali, truffe, collusioni e malaffare.
Noi familiari abbiamo sempre avuto il massimo rispetto delle Istituzioni, anche quando queste ci hanno continuamente umiliato e deriso e lo hanno fatto sulla pelle di 32 persone arse vive.
Cito alcuni fatti:
2009 ( mentre ancora non era terminato il conto delle persone decedute) nomina a Cavaliere del Lavoro a Mauro Moretti poi insignito di detto titolo nel 2010 dall’ex Presidente della repubblica Giorgio Napolitano
2010 Conferma del Sig. Moretti come AD di Ferrovie da indagato.
2014 Promozione dello stesso come AD di Finmeccanica da imputato.
2016 Ancora premiato al Quirinale nello stesso giorno in cui a Lucca venivano lette le richieste di condanna.
Potrei continuare questo elenco disarmante e vergognoso, ma è davvero mortificante dover porre a Lei una questione morale che non dovrebbe essere nemmeno segnalata.

Certo è che adesso sta a Lei decidere, le chiediamo di farlo pensando alla sentenza che il Tribunale Italiano ha scritto nero su bianco, sentenza da cui è emersa chiara e forte la parola CONDANNA.
CONDANNA in nome del Popolo Italiano per Lesioni colpose, Incendio colposo, Omicidio colposo plurimo aggravato e Disastro ferroviario, CONDANNA per aver ucciso 32 persone tra le quali mia moglie Stefania 39 anni, mio figlio Luca 4 anni e mio figlio Lorenzo 2 anni.

Egregio Ministro, quando sceglierà quei nomi spero che non si dimentichi anche Lei di essere un padre. Ciò che ci è successo è innaturale, è innaturale che a questo mondo i figli se ne vadano via prima dei genitori, ma ancora più aberrante e innaturale che siano bruciati vivi nella sicurezza delle loro case.
Chi invece poteva evitare tutto ciò, perché ne aveva la responsabilità e le capacità, non lo ha fatto ed oggi continua ad operare sempre con incarichi di responsabilità.

Poiché non esiste legge sulla qualità umana alla quale appellarmi, l’unica strada che posso percorrere è quella di provare a farle comprendere che a volte ci sono passi che umanamente e moralmente possono essere fatti, al di là delle regole, delle norme e delle leggi, solo per un senso di giustizia morale che va ben oltre tutto ciò. Egregio Ministro, in fondo è solo questione di coscienza.

Marco Piagentini
Presidente Il Mondo che Vorrei ONLUS
Viareggio 10 marzo 2017

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