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“UNA STRAGE ANNUNCIATA”
Di Gianfranco Maffei:

Ogni volta che partecipo a conversazioni riguardanti il libro che ho scritto non faccio a meno di pensare a quella notte. E’ inevitabile.

Una sera di giugno, un lunedì (perché il lavoro ci avrebbe permesso più tempo in quel giorno), sarei dovuto andare a cena da mio cognato Alessandro, anche dopo la separazione da mia sorella anni prima. Non avevo mai smesso di definirlo tale, visto che quando l’ho conosciuto ero veramente piccolo, la mia età era distante ancora dall’avere due cifre, basti pensare che ho vivo il ricordo di quando mi dava un aiuto a disegnare ora il volto di “Goldrake”, ora “i Cyborg” (per spedirli a Bim-bum-bam), ora a fare i muscoli della gamba di “He-Man”… Dovevo portargli delle sedie da mare, delle <<regista>> come si dice, due sedie da mettere lì fuori casa. Fu scelto il 15 giugno 2009, a due settimane prima dell’accaduto. Quella sera mi presentò Marina Galano, sua nuova compagna e con mia moglie cenammo tutti assieme. Non sono solito venire via dai posti anzitempo, soprattutto se la compagnia è quella giusta. Mia moglie rimase perplessa, lei aveva legato tantissimo con Marina, si chiacchierava e si rideva come se si conoscessero da tempo. Mi ero fissato su un orario e non volli cedere …. 23:40 ! Non era una premonizione era solo un’abitudine, andare in passeggiata e precisamente alla libreria Caffè Margherita. A mezzanotte avremmo trovato chiuso ed io volevo andarmene a letto con un libro. Così facemmo, e quando parcheggiammo vicino alla libreria, l’orologio dell’auto segnava le ore 23:48, me lo ricordo perché dissi a mia moglie che avevamo solo 12 minuti per dare un’occhiata, se avessimo aspettato ancora non ce l’avremmo fatta.

SE AVESSIMO ASPETTATO ANCORA NON CE L’AVREMMO FATTA.

Dopo l’accaduto del 29 giugno 2009, passato il dolore emotivo, mi era rimasto dentro un dolore, per così dire, ragionato (non so se esistono dei termini che indicano questo stato di cose), che riuscisse cioè a rispondere a quell’eco, di perché che inondavano le vie della mia città. Affrontai in modo investigativo quello che accadde a mio cognato incontrando un soccorritore civile ed un vigile del fuoco. Quest’ultimo mi dette le indicazioni tecniche del salvamento, quello civile dopo un primo soccorso, ebbe il tempo di scattare delle foto su quello che fu lo scenario dove poco prima si era consumata quella tragedia e come si presentava la corte, con il suo ausilio mi indicava i punti dove erano accadute le vicende.

Volevo illustrarle, per far capire ai familiari come fosse andata, ma nessuno volle saperlo così a fondo, perché era inutile, un dolore in più che si  sommava a sofferenze che di certo non mancavano. Allora decisi di spiegare l’accaduto, avevo bisogno che tutti avessero la stessa versione e parlassero di cose certe senza incorrere in nefandezze. Utilizzai tutta la mole di notizie dei primi giorni e con esse la partecipazione a discussioni importanti ad assemblee costituite da persone competenti nei più svariati settori (legali, medici, tecnici e sociali), per creare un opuscolo da distribuire ovunque. Lucca Comics era un appuntamento importante da questo punto di vista e con il mio zainetto, portai in quel luogo, questi rudimentali opuscoletti. Allo stand Becco Giallo capii che poteva esser fatto di più e decisi di sviluppare da subito qualcosa in estensione all’opuscolo. Ecco perché il libro che ne è poi uscito è così didascalico, ma non volevo che esulasse dall’opuscolo, volevo che lo si integrasse, che ne fosse il figlio. Due mesi dopo, a dicembre dunque, l’ossatura era pronta. In primavera un amico, Guido che aveva il mio lavoro, fece una cosa meravigliosa. Dedicò lo spazio di giugno di “E” (il nuovo mensile di Emergency che gli dedicava circa 6 pagine per mettere in risalto delle storie di Becco Giallo) a <<VIAREGGIO, una strage annunciata>>. La vetrina fu grande e nel settembre successivo, in occasione di DO Cartoon, una mostra ideata dal prof. Thomas Martinelli sul fumetto no-fiction, sito nel centro storico di Pietrasanta, città d’arte vicino Viareggio e che ospita l’ Istituto d’arte dove mi sono diplomato, sotto l’invito dello stesso professore esposi assieme a mio nipote (figlio di mio cognato perso nel rogo di Viareggio) una mostra sul libro che però ancora non esisteva. Questa spinta indusse Guido e me a decidere per fare tutto on-line, senza mai vederci. Mi sentivo quotidianamente con quello che al tempo era il neoeditor, Davide Lunardelli, per mettere a punto i testi definitivi. In una corsa all’ultimo minuto, uscimmo a Lucca, in occasione dei Comics and Games 2011. Il giorno dopo la chiusura della manifestazione, il 2 novembre, ebbe inizio il processo per la strage del 29 proprio a Lucca. Uscire prima dell’inizio del processo e ad avere un libro scritto da una persona coinvolta nei fatti descritti. Da li in poi ci sono stati molti incontri interessanti, fatti, dialoghi, discussioni, dibattiti con persone coinvolte e non nella strage del 29 giugno 2009.

Gianfranco Maffei

 

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