Testo consegnato alle commissioni di giustizia e affari costituzionali della Camera

I familiari delle vittime, ascoltati in audizione dalle commissioni giustizia e affari costituzionali della Camera, chiedono che non scatti la prescrizione per alcuni dei reati più significativi. Questo il testo a loro consegnato:

 Buongiorno Onorevoli, buongiorno Presidente, ringrazio per l’opportunità che oggi ci concedete

* 29 giugno 2009: (Allegato video Ovunque Proteggi) un treno carico di Gpl (14 cisterne) deraglia in ingresso alla stazione di Viareggio. Una delle cisterne si squarcia rovesciandosi sulla infrastruttura. Il Gpl che esce raggiunge le case di via Ponchielli e Porta Pietrasanta, di fronte ai binari e senza protezione alcuna dalla linea ferroviaria, si incendia e provoca esplosioni. Saranno 32 i morti, da quella notte alla vigilia di Natale dello stesso anno. E sono stati 25 i feriti gravi o gravissimi.

* Nell’aprile 2010 la Procura di Lucca, all’epoca Procuratore capo era il dottor CICALA Aldo, rende noti i nomi dei primi 7 indagati. Al caso lavora fin da subito il sostituto Procuratore AMODEO Giuseppe che solo in un secondo tempo viene affiancato dal collega GIANNINO Salvatore appena entrato in servizio alla Procura della Repubblica di Lucca. I due magistrati, che non si sono mai occupati di Ferrovie nella loro carriera, sono affiancati da una squadra Polfer formata dai massimi esperti a livello nazionale che prestano servizio a Milano e Firenze. Per tutti i 3 anni di indagini il personale Polfer continuerà a svolgere anche il proprio lavoro in quelle sedi. Con più di un problema nella logistica degli spostamenti e della permanenza su Lucca. Dal disastro ferroviario di Viareggio ha preso vita il Noif (Nucleo operativo incidenti ferroviari) della Polfer a livello nazionale. Nucleo che ancora oggi opera tra non poche difficoltà logistiche e di riconoscimento del ruolo.

* Nel marzo 2010 inizia l’iter dell’incidente probatorio di fronte al giudice del Tribunale di Lucca SILVESTRI Simone. Gli indagati sono38 persone fisiche più 8 società italiane, tedesche ed austriache: le persone offese sono 349. Parte dei lavori dell’incidente probatorio si tiene nei laboratori della Lucchini di Lovere, in Lombardia.

* Il 4 novembre 2011 si tiene al Polo fieristico di Lucca, sede reperita dall’amministrazione comunale di Lucca che ne pagherà i costi fino al termine del processo nel 2017, l’ultima udienza dell’incidente probatorio.

* Nel giugno 2012 la Procura di Lucca chiude le indagini chiedendo il rinvio a giudizio per 33 persone fisiche e 9 società. Fra i reati ipotizzati, il disastro ferroviario colposo, l’incendio colposo, l’omicidio e le lesioni colpose plurime.

* Il 13 novembre 2012 si tiene la prima Udienza preliminare di fronte al Gup del Tribunale di Lucca DAL TORRIONE Alessandro.

* Il 19 luglio 2013 nell’ultima udienza il Gup decide il rinvio a giudizio: 36 in tutto gli imputati.

* Il 13 novembre 2013 è la data della prima udienza del dibattimento di fronte al Collegio del Tribunale di Lucca, presidente il giudice BORAGINE Gerardo, con le colleghe GENOVESE Nidia e MARINO Valeria.

* Il 31 gennaio 2017 il processo di primo grado ha termine: 23 le persone fisiche condannate, e tra questi gli ex manager di Ferrovie di Stato italiane e delle sue aziende; ed 8 società, comprese le tedesche Gatx e Jungenthal.

* Gli atti delle indagini della Procura di Lucca (22 tomi) sono stati tutti informatizzati e messi a disposizione delle parti scaricati su hard disk in ben 4 ore di trasferimento dati. Per trasportare gli atti necessari al processo di appello che si terrà a Firenze, da Lucca al capoluogo toscano, è stato necessario impiegare un camion dei CarabinieriSolo l’esperienza di un sovrintendete Polfer che è stato possibile distaccare alla Procura ha permesso che ciò fosse possibile.

* Sia l’inchiesta (che ha avuto necessità di rogatorie in ambito comunitario per le quali ci sono stati numerosi ostacoli) che il processo hanno avuto necessità di una mole importante di lavoro di traduzione. Complicato dal fatto che si trattava per lo più di un linguaggio di settore – quello ferroviario – estremamente tecnico- Più volte, anche nel corso del dibattimento. Il Collegio giudicante ha avuto difficoltà a reperire il personale necessario. Problema che si è verificato anche in sede di traduzione delle motivazioni della sentenza di primo grado (1.021 pagine).

* Il 13 novembre 2018 è stata fissata la data della prima udienza del processo d’Appello.

E’ importante avervi descritto lo sviluppo sommario del nostro processo, dal quale si evincono le enormi difficoltà tecniche da affrontare e quindi i lunghi tempi necessari per il suo svolgimento fino al paradosso che i tempi di intervento della prescrizione di alcuni reati sia inferiore a tempi della durata del primo grado di giudizio.

E’ comprensibile che, oggi, consapevoli dei tempi della giustizia e dei tanti casi di sentenze non celebrate nel nostro paese, proprio a causa dell’istituto della prescrizione, la scelta di allora da parte di molti familiari di costituirsi parte civile nel procedimento penale sfiorava la follia. Considerando che chi esce da queste tragedie, oltre al dolore disumano per la perdita di un padre, una madre o di un figlio, è allo stesso tempo vittima della confusione e dei continui ricatti delle assicurazioni.

Ci troviamo oggi alla apertura del procedimento di Appello con soggetti che non dovranno più rispondere della condanna in 1° grado di Incendio colposo. Inoltre rischiamo di veder prescritti altri due capi di imputazioni Lesioni Gravi e gravissime e Omicidio colposo plurimo aggravato poiché legati all’aggravante dell’incidente sul lavoro, (tema principale di appello dei condannati in primo grado).

A tal proposito sarebbe opportuno, per imputati e condannati, nella loro funzione di rappresentanti o funzionari di Stato, per un concetto di trasparenza, comunque stabilire l’obbligo di non avvalersi dell’istituto della prescrizione già nei processi attualmente pendenti che li vedono coinvolti. Al dolore si aggiunge dolore poiché dopo una sentenza di primo grado abbiamo visto che, chi condannato per la morte dei nostri figli è stato insignito di onereficenze di Stato e di promozioni di carriera.

Dalla nascita nel 2010 della nostra associazione “Il Mondo che Vorrei ONLUS” siamo orgogliosi di aver lottato perché nessuno ci negasse il diritto di continuare a credere nella giustizia, principio che abbiamo condiviso con migliaia di cittadini incontrati su tutto il territorio italiano partendo dai temi della sicurezza ferroviaria; materia sulla quale abbiamo acquisito esperienza con la continua partecipazione alle oltre 140 udienze, attraverso lo studio quotidiano delle carteprocessuali e delle perizie, insieme ai nostri avvocati e ai consulenti tecnici. Siamo altresì orgogliosi di essere stati promotori di una rete nazionale che racchiude i familiari delle Vittime delle più grandi tragedie di questo paese.

“NOI NON DIMENTICHIAMO” è il nome del comitato Nazionale che dal 2011 opera per conto di tutte le associazioni e comitati indicati nell’allegato 1 alla presente.

Il lavoro continuo ha portato a redigere un documento che il 30 ottobre scorso abbiamo consegnato nelle mani del Ministro di Grazie e Giustizia Alfonso Bonafede. Di questo documento ecco la sintesi delle molteplici proposte dei singoli comitati, ci teniamo a sottolineare ora verbalmente due dei tanti concetti espressi:

L’accelerazione dei processi.

Abbiamo chiesto e continueremo a chiedere in qualità di utenti della giustizia italiana

* Controllo dei tempi di svolgimento delle varie fasi e dei diversi gradi di giudizio ed eliminazione e/o riduzione delle “stasi processuali”, con la previsione di specifiche sanzioni disciplinari ed azioni di rivalsa (legge Pinto) per le ipotesi di ritardi ingiustificati e, comunque, con l’obbligo di segnalazione semestrale alle Istituzioni sovraordinate da parte del capo dell’ufficio in caso di superamento dei termini massimi di ragionevole durata dei processi normativamente previsti. (

La prescrizione dei reati ambientali e dei disastri colposi

* La prescrizione, infatti, viene percepita come una vera e propria “beffa” dai familiari delle vittime e suona come una sconfitta anche per lo Stato che non riesce ad assicurare giustizia e che non può rinunciare alla pretesa punitiva nel nome di un “diritto all’oblio” (sentenza n. 23 del 2013 della Corte Costituzionale) che può certamente valere per i reati minori, ma che non può essere invocato per le ipotesi, qui considerate, di particolare allarme sociale.

* I Comitati, cioè, sollecitano una riforma che renda inoperante il decorso del periodo prescrizionale dal momento in cui lo Stato esercita la pretesa punitiva nei confronti di un soggetto, perché l’azione penale – una volta esercitata – deve concludersi comunque con una pronuncia di merito, nell’interesse di tutti, vale a dire delle vittime, della società e dello stesso imputato.

Volevo in ultimo ricordare che il dolore dei familiari non va in prescrizione e che la prescrizione riporta al buoi più totale e alla disperazione di chi vive l’ultimo barlume di speranza; vorremmo avere la la possibilità di vedere emergere la verità, non nel nostro interesse diretto ma di tutti i cittadini, dei fatti e le responsabilità di chi, come nel caso di Viareggio, sapeva, aveva le conoscenze tecniche i mezzi economici ma nulla ha fatto per poter evitare la strage di 32 persone bruciate vive mentre riposavano nella sicurezza delle loro abitazioni.

Associazioni Comitato Nazionale “NOI NON DIMENTICHIAMO”

* AFEVA Associazione Amianto e Vittime amianto Casale Monferrato TORINO

* ABRUZZO RESILIENTE Associazione scuole sempre sicure PESCARA

* ANNA ALOYSI Associazione vittime Andria e Corato BARI

* AVUS 6 APRILE 20009 Associazione vittime universitarie L’AQUILA

* 140 Associazione familiari Moby Prince LIVORNO

* DODICI GIUGNO Comitato vittime del lavoro TARANTO

* FAMILIARI VITTIME TYSSENKRUPP TORINO

* LEGAMI D’ACCIAIO Associazione EX Operai e familiari Tyssenkrupp TORINO

* MATTEO VALENTI Comitato vittime sul lavoro Viareggio LUCCA

* 309 MARTIRI DE L’AQUILA Associazione familiari L’AQUILA

* GIUSTIZIA RIGOPIANO Associazione vittime Hotel Rigopiano PESCARA

* SORRISO DI FILIPPO Associazione Familiari sisma di Amatrice RIETI

* SEI APRILE PER LA VITA Associazione terremoto de L’Aquila L’AQUILA

* VITE SCOSSE Associazione vittime terremoto dell’Emilia FERRARA

* VITTIME DELLA CASA DELLO STUDENTE Antonietta Centofanti L’AQUILA

* VITTIME DELLA SCUOLA DI SAN GIULIANO Comitato vittime della scuola San Giuliano di Puglia CAMPOBASSO

* VITTIME DEL SALVEMINI Associazione vittime scuola Salvemini Casalecchio di Reno BOLOGNA

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